Mario Draghi chiude la porta al Superbonus, cosa accadrà ora

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha deciso di chiudere la porta al Superbonus. Scopriamo insieme cosa accadrà ora.

Mario Draghi non ha mai fatto mistero del suo disappunto nei confronti del Superbonus. Soltanto di recente, durante una seduta al Parlamento Europeo, infatti, il Presidente del Consiglio aveva dichiarato di non nutrire particolare simpatia per il bonus in questione. il motivo, in particolare, risiederebbe nella innumerevole quantità di condotte illecite a cui si è assistiti a partire dalla sua introduzione. In virtù di questo parere negativo, in queste ore, è giunto lo stop definitivo al bonus.

Alla luce dell’opinione di Draghi relativamente al Superbonus, in queste ore ha fatto sapere che non ci sarà nessuna proroga dello stesso. Si tratta dunque di uno stop ufficiale che chiude definitivamente all’ipotesi che il Governo potesse decidere per un proseguimento della misura. Pare, difatti, che lo Stato non disponga delle risorse necessarie per procedere con il finanziamento del bonus e dunque consentire ai cittadini di utilizzarle per ristrutturare immobili. Va detto, a tal proposito, che a creare molta confusione sono state anche le varie modifiche apportate alla misura già in corso d’opera. Esse, infatti, hanno spinto numerosi istituti di credito a bloccare le cessione del credito con tutte le ripercussioni sui lavori che hanno subito appunto dei ritardi.

E’ probabile che il Governo si metta all’opera per aiutare le tantissime famiglie e imprese che si trovano in una fase di stallo causato dal meccanismo mal funzionante della cessione del credito. Una soluzione potrebbe essere, ad esempio, quella di allargare la platea dei soggetti ai quali cedere il credito fiscale. Attualmente infatti i soli soggetti individuati sono gli istituti di credito. Ad ogni modo, così come era emerso dalla seduta al Parlamento Europeo in cui Draghi aveva espresso il suo parere negativo in merito al Superbonus, non ci sarà più alcuna possibilità di beneficiare della misura in esame. I cittadini, dunque, non potranno più chiedere di usufruire dell’agevolazione fiscale prevista per gli interventi eseguiti ai fini dell’efficientamento energetico o riduzione del rischio sismico. Non resta che attendere degli interventi da parte del Governo volti ad aiutare le famiglie che non sanno come muoversi in questa situazione di stallo.