Debiti, così i Comuni cercano ristori nelle nostre buste paga

Per rimediare ai debiti dei Comuni meno virtuosi, si sfrutterà la tassa: eccome come toglieranno i soldi ai contribuenti

Le tasse spuntano fuori una dietro l’altra. Nella nuova formulazione del decreto Aiuti c’è anche un piano per aiutare i Comuni in difficoltà con i bilanci. Il modo ovviamente è il solito: la possibilità di aumentare le tasse attraverso diverse misure che andranno a gravare sui cittadini.

Nella bozza del nuovo decreto si legge: “Al fine di favorire il riequilibrio finanziario, i comuni capoluogo di Provincia che hanno registrato un disavanzo di amministrazione pro-capite superiore a 500 euro possono sottoscrivere un accordo per il ripiano del disavanzo tra il Presidente del Consiglio dei Ministri o un suo delegato e il Sindaco, in cui il comune si impegno per il periodo nel quale è previsto il ripiano del disavanzo”.

Debiti, la tassa che sfrutteranno i Comuni contro i contribuenti

Tra le misure è preventivabile l’aumento dell’addizionale comunale all’Irpef. La tassa che è stata istituita nel ’97. è stata ampiamente utilizzata dagli enti. Nel 2020 circa il 45% dei comuni hanno esaurito i margini di manovra dell’addizionale concessi dalla legge, andando a mettere in crisi i contribuenti. E adesso i comuni meno virtuosi sfrutteranno ancor di più l’occasione.

La bozza del decreto elenca una serie di misure alternative che potranno essere messe in campo dal disavanzo, tra cui l’aumento dei canoni di concessione e la locazione, nonché l’incremento della riscossione delle entrate e riduzioni strutturali del 2% annuo della spesa di parte corrente. Ci sarà la possibilità di riorganizzare di snellire la struttura amministrativa e di razionalizzare personale e uffici. Eppure la misura più facile e conveniente da mettere in atto sarà proprio l’addizionale.

Non si tratta dell’unica novità perché le modifiche al decreto intervengono su alcune misure chiave come il bonus 200 euro. Questo perché a beneficiare del sostegno del Governo saranno anche i percettori del Reddito di Cittadinanza, che andranno a godersi i soldi prelevati dallo Stato ai profitti extra, ma del tutto legittimi, delle imprese dell’energia.