Chiusure e divieti, così l’Europa vuole limitarci nell’uso del gas

Ecco come l’Europa sta lavorando per limitare l’uso del gas. Sono previste chiusure e divieti, ecco i dettagli su questo argomento. 

In soli quattro mesi, l’Unione Europea, ha raggiunto l’obiettivo di diminuire la dipendenza dal gas russo. Secondo i primi dati, infatti, si è passati dal 40 al 25 per cento. Un cambio radicale rispetto agli anni scorsi, tra i principali Stati protagonisti di questa rivoluzione politica, di indipendenza rispetto a Mosca, c’è l’Italia.

La Russia è passata, in Italia, dal primo al quinto posto come esportazione di metano. Ciò è accaduto, come raccontato dal portale nicolaporro.it, grazie al legame tra il Governo Draghi e le autorità dell’Algeria che, però, porterà il metano in Italia solo tra qualche anno. L’obiettivo dell’Unione Europea è quella di ridurre le dipendenze dalla Russia ma senza l’aiuto del Cremlino, come fornitura di gas, non è possibile mettere al riparo l’Europa per il prossimo autunno e inverno. Mosca, infatti, rappresenta ancora un quarto di import di gas in Europa. Proprio per questo, l’UE, si sta lavorando per un piano straordinario in ottica di uno scenario peggiore, ovvero il taglio del gas da parte della Russia.

Da agosto fino alla primavera del 2023, gli Stati dell’Europa dovranno ridurre  del 15 per cento la quantità di gas utilizzata. Nel caso in cui Gazprom dovesse definitivamente tagliare le forniture di gas, l’Unione Europea potrebbe disporre nuove regole stringenti ma non obbligatorie. In questo momento, però, Gazprom non è intenzionata a sospendere il gas. Putin ha specificato come la multinazionale russa attiva nel settore energetico-minerario ed in special modo nell’estrazione e vendita di gas naturale, ha sempre rispettato i suoi obblighi.

A ciò, però, la presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, ha dichiarato. “Dobbiamo prepararci per l’eventuale interruzione integrale del gas russo. Io credo sia uno scenario possibile. Ciò avrebbe un impatto su tutta l’UE. Gazprom non ha intenzione di riequilibrare il mercato. Ha tenuto gli stoccaggi ad un livello molto basso, riducendo la fornitura e creando tensioni sul mercato con gli aumenti dei prezzi. La situazione è critica”. Per questa ragione nasce l’obbligo, da parte degli Stati membri dell’Ue, di ridurre del 15% il metano. Ciò va a colpire gli edifici pubblici così come l’illuminazione delle città.