Superbonus, perchè dopo le elezioni potrebbe sparire davvero

Dopo le elezioni del 25 settembre, molto probabilmente potremmo dire addio definitivamente al Superbonus. Scopriamo insieme per quale ragione.

Il Superbonus è stato introdotto con l’intento di dare una spinta al settore edilizio prevedendo una detrazione fino al 110 per cento per le spese sostenute al fine di migliorare l’efficientamento energetico di un immobile o anche di ridurre sensibilmente il rischio sismico. Ciò detto, la misura in questione potrebbe scomparire definitivamente dopo le elezioni del 25 settembre.

Il Governo che si insedierà in Parlamento, infatti, dovrà decidere se rifinanziare il bonus in esame e questo dunque potrebbe non avvenire. Va detto, in ogni caso, la quota di investimenti che vengono ammessi in detrazione sta crescendo giorno dopo giorno. In particolare, l’Agenzia nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, Enea, ha reso noti i dati al 31 luglio. In totale, si sono registrati oltre 39 miliardi di euro di investimenti contro i 35 mila del mese di giugno. Si tratta senz’altro, di una buona notizia dopo lo stallo a cui si è assistito nei mesi precedenti a causa del fatto che gli Istituti di Credito non stavano più acquistando crediti. Con il Decreto Aiuti, infatti, si è riusciti a smuovere la situazione semplificando il procedimento previsto per le cessioni del credito.

Alla luce di questi dati è chiaro che il potere di decidere un rifinanziamento dell’incentivo è in capo al nuovo Governo che si stanzierà dopo le elezioni. Il governo dimissionario, infatti, al momento svolge semplicemente gli affari correnti lavorando ai provvedimenti che presentano carattere di urgenza in attesa di cedere il testimone al nuovo esecutivo. Va ricordato, comunque, che l’opinione di Mario Draghi nei confronti del Superbonus non è stata assolutamente positiva. Durante una seduta dinanzi alla Commissione Europea, infatti, l’ex premier aveva reso noto di non provare particolare simpatia per il bonus a causa del fatto che a partire dalla sua introduzione si erano verificate un numero esorbitante di condotte illecite. Ciò detto, non resta che attendere quale sarà la decisione del nuovo Governo che si insedierà non prima del 25 ottobre in merito alla misura in esame riguardo alla possibilità o meno di rifinanziarla.