Bollette, perchè non si può dare la colpa solo a Putin

L’aumento dei costi delle bollette non può essere attribuito solo a Putin: ecco cos’è che ha contribuito a renderle insostenibili.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina, si sta assistendo ad una crisi energetica che ha condotto lentamente ad un aumento del costo relativo alle bollette di luce e gas. A differenza di quanto si possa immaginare, però, la colpa non è dovuta solo a Vladimir Putin.

Al di là della guerra e dalla sospensione delle forniture decisa da Gazprom e dunque dalle scelte di Vladimir Putin, bisogna considerare che c‘è anche chi non sta perdendo occasione di approfittare della situazione.

Bollette, perchè non si può dare la colpa solo a Putin

C’è infatti chi sta speculando per ottenere ritorni da capogiro. E’ chiaro che le autorità competenti dell’Ue dovrebbero intervenire con maggiore incisività poiché a lungo andare questa situazione non sarà più sostenibile dai cittadini che versano in condizioni economiche precarie. In particolare, risulta necessario rivolgersi a coloro che stanno speculando sulla situazione smetterla di giustificare rialzi così importanti come quelli di questi mesi. Solo così, infatti, è possibile difendere e tutelare in maniera efficace le famiglie e le imprese. Senza contare poi che una simile situazione non fa altro che accrescere il debito pubblico come, ad esempio, quello che riguarda il nostro Paese.

Riguardo allo stop di tre giorni annunciato da Gazprom per svolgere degli interventi di manutenzione, questo è stato considerato come un chiaro intento di mettere in difficoltà l’Occidente utilizzando il gas come arma politica. Eppure, se procediamo con l’analizzare in maniera dettagliata le manutenzioni e le chiusure che sono state messe in atto su Nord-stream, in realtà pare che quest’anno sono addirittura sotto la media. E’ chiaro dunque che il rialzo del prezzo relativo alle materie energetiche non è da attribuire solamente alle decisioni assunte dal Presidente russo. Una buona parte di questa situazione, difatti, è dovuta alla volontà di ottenere il maggior profitto da questa crisi e che dunque andrebbe contrastata intervento con strumenti efficaci in favore dei soggetti più deboli per i quali prima con la pandemia, ora con la crisi energetica, sembra non esserci più la possibilità di vivere in maniera serena e dignitosa.