Costi dell’energia, Draghi non è bastato: cosa ci attende nelle prossime settimane

Le misure messe in campo da Mario Draghi non sono bastate per contrastare i costi dell’energia: ecco qual è lo scenario che ci aspetta nelle prossime settimane.

Il premier dimissionario Mario Draghi ha messo in atto una serie piuttosto cospicua di aiuti volti a contrastare l’aumento dei costi dell’energia che difatti hanno continuato a salire, pesando sulle tasche degli italiani.

Per questo motivo, per il mese di settembre sarà messo in campo un nuovo pacchetto di misure.

Cosa ci attende nelle prossime settimane

In particolare, si cercherà di agire sul prezzo del gas che oramai ha raggiunto un livello insostenibile e quindi richiede di essere calmierato. Oltre a ciò, il Ministro Roberto Cingolani, ha fatto sapere che non è da escludere la possibilità di ricorrere a razionamenti. In ogni caso, le imprese stanno chiedendo a gran voce l’attuazione di misure incisive poiché in caso contrario l’unica soluzione sarebbe quella di abbassare le saracinesche. A tal proposito, Confcommercio ha reso noto che sono ben 120 mila le imprese che rischiano di chiudere causando la perdita di 370 mila posti di lavoro. In poche parole, la situazione in corso è davvero esplosiva e a brave potrebbe scatenare una vera e propria rivolta sociale poiché anche le famiglie non riescono  più a pagare le bollette e un ulteriore aumento, paventato con l’inizio di ottobre, potrebbe far precipitare la situazione.

In particolare le associazioni sindacali chiedono e imprese chiedono al governo di attuare l’abbattimento dell’IVA prevista sulle forniture di gas e dell’elettricità come anche il raddoppiamento del credito d’imposta per quanto concerne le fatture energetiche. Si tratta di misure infatti che andrebbero ad alleviare il carico sulle imprese che chiaramente devono essere abbinate alla fissazione di un tetto sul prezzo del gas. A tal proposito, va detto che l’aumento generalizzato dei costi sta avvenendo non solo a causa del caro energia causato dalla guerra in Ucraina dal momento che è favorito anche dalla speculazione messa in atto da chi sta cercando di trarre vantaggio dalla tempesta perfetta che si sta abbattendo sulle famiglie. In un simile contesto, il nuovo governo si troverà ad affrontare una situazione tutt’altro che facile e dovrà cercare di rispondere alle richieste di famiglie e imprese.