Il tasso zero sui conti lasciati in giacienza è sempre stata una maledizione per i risparmiatori. Con l’inflazione così alta, però, neanche le banche possono rimanere a guardare e adesso lasciare i soldi fermi nel conto corrente non è più una perdita.

Il tasso zero del conto corrente è ormai diventato la norma per i risparmiatori. Il conto corrente non è più uno strumento di investimento conveniente, ma piuttosto un utile bacino per amministrare con più semplicità i propri soldi. Un bacino, però, costantemente attaccato dall’inflazione, che non permette di guadagnare nulla dalla semplice giacenza del denaro.

Sportello di banca
Foto ANSA

Tutto è cambiato con gli interventi della Banca Centrale Europea sui tassi d’interesse. Gli interventi della BCE, atti a controbilanciare e quindi ammansire l’aumento dell’inflazione, ha alzato i tassi d’interesse generali, rendendo i titoli di stato dei vari Stati europei un investimento ben più fruttifero di un conto corrente. Questo non può lasciare indifferenti le banche e gli istituti di credito, che devono trovare un modo per rimanere attivi nel clima di concorrenza.

Alzamento dei tassi di intersse e guadagno dal conto corrente

Ad aprire le danze in questa nuova fase dell’esperienza bancaria è Ibl Banca, con l’offerta nominata Contro Corrente. A partire da 31 marzo 2023, chi aprirà un nuovo conto corrente presso la banca avrà applicato fino alla fine dell’anno un interesse del 2% senza vincoli e senza limiti di giacenza, e del 2,25% nell’opzione a 36 mesi con cedola trimestrale.

Non è detto che a questa iniziativa seguiranno quelle di altre banche europee, ma potrebbe essere l’inizio di un nuovo trend che non si vedeva dalla grande crisi economica del 2008. Il problema dei tassi minimi è cominciato allora, con le banche, in particolare la Banca Centrale Europea, impegnate a far riprendere l’economia abbassando i titoli di stato.

Banca Centrale Europea
Foto ANSA

Da quel momento fino ad oggi il tasso di remunerazione dei depositi su conto corrente è rimasto sempre inchiodato sullo zero, come ci riportano i report periodici della Banca d’Italia. Il trend potrebbe cominciare ad invertirsi e il conto corrente tornare ad essere un incestimento oltre che uno strumento di controllo del denaro. Vero che, oggi più che nel 2008, tutti hanno un conto corrente, perché è uno strumento troppo utile e dinamico per non averne uno. Questo sicuramente comporterà delle differenze rispetto al passato, ma occorrerà aspettare per capire quali.

Impostazioni privacy