Stipendi, buone notizie per gli italiani. Come cambieranno le buste paga

Gli interventi di Giorgia Meloni in ambito fiscale portano a degli interessanti aumenti di stipendio per gli italiani. Le buste paga si arricchiscono nel 2023, almeno per una parte dei lavoratori, che potranno contare su qualche soldo in più in tempo di crisi.

busta paga
Aumento in busta paga per i lavoratori
investiresulweb.it

La prima cosa su cui il Governo si è concentrato dopo la sua instaurazione a dicembre è il taglio del cuneo fiscale. La manovra fiscale fortemente voluta da Giorgia Meloni si pone in continuità con quella già effettuata da Mario Draghi prima di lei e porterà dall’aumento degli stipendi per circa 4 milioni di persone. Il taglio del cuneo fiscale proposto dal Governo va ad eliminare alcune delle tasse che gravano sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. In questo modo si taglia un po’ delle spese, accrescendo, di conseguenza, il guadagno netto dei lavoratori.

L’aumento non vede tutti partecipi allo stesso modo. Già Mario Draghi aveva cominciato a eseguire un taglio al cuneo fiscale, togliendo il 2% in contributi da versare dagli stipendi dei lavoratori con reddito tra i 20.000 e i 35.000 euro. Il taglio di Giorgia Meloni segue lo stesso esempio, aumentando fino al 3% per i redditi fino a 25.000 euro. Per i lavoratori che ne beneficiano significa un guadagno netto in busta paga tra i 27 e i 38 euro al mese, a seconda dello stipendio di partenza. Per i lavoratori dipendenti con reddito da 25.000 a 35.000 euro, invece, rimane l’aumento di stipendio con il taglio del 2% fatto da Draghi.

Aumento degli stipendi, un aiuto generale in tempo di crisi

Il taglio del cuneo fiscale permette di assottigliare la distanza tra le due punte della forbice di stipendio lordo e netto comporta un aumento di stipendio per i lavoratori in percentuale rispetto allo stipendio di partenza. Questo, a ben vedere, avvantaggia tutti, ma in particolare i vantaggi maggiori sono per chi ha già degli stipendi più alti. Visto che gli aumenti vanno in percentuale, chi ha un reddito di partenza di 25.000 euro, il massimo possibile, guadagnerà di più dal taglio del cuneo fiscale (38 euro al mese), rispetto a un lavoratore con un reddito di 20.000 euro (33 euro al mese).

giorgia meloni
Aumento in busta paga per i lavoratori
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In generale, però, il taglio del cuneo fiscale va ad aumentare gli stipendi netti dei lavoratori, aumentandone così il potere d’acquisto. Questo era esattamente il fine della manovra, visto che si l’obiettivo è sempre e comunque aiutare gli italiani contro l’aumento dell’inflazione. Inoltre la maxi-operazione del Governo Meloni vuole rimettere in carreggiata l’Italia rispetto all’andamento degli stipendi dei lavoratori. Secondo l’INAPP, infatti, l’Italia è l’unico paese dell’area OCSE che ha visto i suoi stipendi medi diminuire nel trentennio 1990 – 2020.

L’importanza del taglio del cuneo fiscale per il futuro

Dai dati INAPP, sappiamo che in Italia, dal 1990 al 2020 gli stipendi sono calati del 2,9%. Per fare un paragone, nello stesso periodo in Francia gli stipendi sono aumentati del 31,1%, mentre in Germania addirittura del 33,7%. L’INAPP si aspetta che questo taglio del cuneo fiscale sia solo la prima di altre misure atte a rivedere questo andazzo, visto che per il momento è una misura importante, ma neanche lontanamente sufficiente.