Arriva la direttiva dell’Unione Europea che cambia il mondo dell’edilizia. Addio case non green bisognerà adeguarsi entro il 2033 obbligatoriamente.

La ristrutturazione della propria è un passo fondamentale. Diventa fondamentale capire quali sono i bonus a disposizione per ricevere degli sgravi fiscali ed anche tutte le regole previste dall’Unione Europea in ambito edilizio.

Ristrutturazione case
Ristrutturazione casa: attenzione alla direttiva UE-Ivestiresulweb

Anche quest’anno c’è il bonus ristrutturazione. Il contributo edilizio permette di accedere ad una detrazione fiscale pari al 50 per cento della spesa sostenuta. Il tetto massimo di spesa è 96.000 euro. La modalità ordinaria per ottenere il bonus ristrutturazione rimane quella della detrazione, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Il rimborso della metà delle spese sostenute, o di una sola parte in caso di superamento del limite stabilito, deve avvenire in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, o con il 730 o con il modello Redditi Persone Fisiche.

La data di riferimento da non trascurare è quella del 16 marzo dell’anno successivo a quello dello svolgimento dei lavori e del sostenimento delle spese. Quindi:

Casa green Italia: ecco chi dovrà adeguarsi entro il 2033

L’Italia sul piano dell’efficienza degli immobili non è messa benissimo. Da uno studio risulta infatti che nel nostro Paese ben il 75% degli immobili andrebbe adeguato in quanto ha classe energetica G e F. La normativa dell’Unione Europea impone infatti che le case con codesta classe energetica devono ristrutturare per accedere alla classe D entro il 2033. Bologna risulta la più virtuosa con la percentuale più bassa di trilocali appartenenti alle classi meno efficienti pari al 56% (la Classe G al 27%) e la maggior quota di trilocali in Classe A (il 28%).

Classe energetica
Quali sono le classe energetiche delle case- Investiresulweb

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, ha rilasciato una intervista al portale Idealista sulla direttiva UE sulla classe energetica green e la relativa direttiva: “L’effetto di una norma così netta, secca, brusca e di obbligo è immediatamente quello di riduzione del valore di tutti gli immobili, che in Italia vuol dire riduzione del risparmio delle famiglie. Questo perché in Italia, molto più che in altri Paesi, gli immobili sono di proprietà di piccoli risparmiatori, sia che abitino in una casa di proprietà sia che siano proprietari di altri immobili di investimento. Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea circa il numero di immobili che sarebbero interessati dalla normativa, con riferimento all’Italia si parla di un massimo di 3,7 milioni di edifici, che vuol dire almeno 10 milioni di famiglie. Ma, ripeto, l’effetto immediato è quello sul valore degli immobili. Le agevolazioni sono tutte da vedere. C’è chi dice ‘servono fondi europei’, ma se i numeri sono questi dovrebbero essere dei fondi impensabili da ipotizzare”.

Quali sono le classe energetiche di un immobile?

Conoscere la classe energetica è importante perché permette di sapere il fabbisogno energetico di un edificio o di un’abitazione. I criteri secondo cui viene assegnata una classe dipendono dai materiali di costruzione, dalla tipologia di infissi, dall’impianto di riscaldamento, dalla produzione di acqua calda e dal sistema di illuminazione. Le classe energetiche di un immobile sono le seguenti:

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