Per quanto riguarda il congedo straordinario ci sono importanti novità che è necessario conoscere, soprattutto sugli importi.

Cambiano gli importi dell’indennità erogata dall’Inps per il congedo straordinario, riconosciuto dalle legge 104. Importanti modifiche sugli importi. Vediamo nel dettaglio cosa è stato cambiato.

Congedo straordinario cambiano gli importi
Importanti novità per quanto riguarda il congedo straordinario/ Investiresulweb.it

Il congedo straordinario consiste in un periodo in cui ci si assenta dal lavoro per assistere un familiare con invalidità. Durante questo periodo il lavoratore continuerà comunque a ricevere una indennità. Fino al 2022 l’ammontare di tale indennità corrispondeva allo stipendio percepito dal dipendente durante il perioo di lavoro. Tuttavia l’importo  è legato all’andamento del costo della vita e, dunque, di anno in anno può mutare.

Per il 2023 sono state introdotte diverse modifiche che riguardano proprio l’importo dell’indennità per il congedo straordinario. Le novità sono state comunicate  dall’Inps con la circolare n. 11 del 1° febbraio 2023. Vediamo insieme tutte le modifiche.

Congedo straordinario: i nuovi importi

È sempre bene informarsi sulle novità introdotte dall’Inps per non essere colti impreparati di fronte ad eventuali brutte sorprese. Come anticipato per il 2023 gli importi per il congedo straordinario hanno subito modifiche e alcuni lavoratori potrebbero essere svantaggiati.

Importi 2023 per il congedo straordinario
Sono cambiati gli importi per il congedo straordinario/ Investiresulweb.it

La regola generale vuole che per il calcolo dell’indennità spettante per il congedo straordinario si prenda in considerazione l’ultima retribuzione base del dipendente che si deve fermare per assistere un familiare invalido.

Ma attenzione, ciò non significa che bisogna guardare all’intera busta paga: infatti l’Inps terrà conto solamente della retribuzione base, al netto di tutti gli emolumenti variabili presenti nell’ultimo cedolino paga. Non verranno, quindi, calcolati straordinari né altre eventuali maggiorazioni. Non verranno prese in considerazione nemmeno tredicesima, quattordicesima, indennità per malattia o indennità per trasferte o per turni notturni.

Durante il periodo di congedo straordinario, quindi, il lavoratore continuerà a percepire il 100% del suo stipendio base. Esiste però un importo massimo oltre cui l’indennità di congedo straordinario non può andare. E tale importo massimo viene rivisto ogni anno sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Questo cosa comporta per il 2023? Quanto prenderanno d’ indennità i lavoratori che si sono dovuti fermare? In base all’ultimo aggiornamento sul costo della vita riportato dall’Istat, il tetto massimo per il 2023 è stato fissato a 53.687 euro. Pertanto tutti i lavoratori dipendenti con uno stipendio base annuo non superiore a tale cifra, percepiranno un’indennità pari al 100%  – al netto delle maggiorazioni- anche durante il periodo in cui non potranno lavorare . Tutti coloro che hanno uno stipendio annuo base superiore a 53.687 saranno, dunque, penalizzati.

Per quanto riguarda, invece, la durata del congedo straordinario, non è cambiato nulla:  ogni lavoratore ha diritto a un massimo di due anni di congedo a prescindere dal numero di persone invalide che assiste. In pratica il lavoratore può usufruire di massimo 2 anni di congedo anche se avesse la necessità di assistere più persone disabili.

 

 

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