PETROLIO: Nuovi record pluriennali, l’Opec+ non tiene il passo con la domanda

PETROLIO: Nuovi record pluriennali, l’Opec+ non tiene il passo con la domanda

Brent (85,70 usd) e Wti (83,50 usd) si muovono in rialzo dell’1% portandosi su nuovi massimi pluriennali. Il Brent ha toccato il prezzo più alto dall’ottobre 2018, il Wti il prezzo più alto sette anni. La performance da inizio 2021 viaggia tra il +64% del Wti e il +69% del Brent.

 

 

Venerdì Brent e Wti hanno portato a termine, rispettivamente, la sesta e l’ottava settimana positiva di seguito.

 

 

Il rally non si è fermato nemmeno in presenza dei dati cinesi di stanotte che hanno mostrato una crescita del PIL del terzo trimestre scesa al livello più basso da oltre un anno, colpita da carenza di energia elettrica, strozzature nelle forniture e sporadiche epidemie di COVID-19.

 

 

L’allentamento delle restrizioni in tutto il mondo sta alzando in alto la domanda globale di greggio e carburante. Oltretutto siamo alla vigilia della stagione invernale in molti paesi sviluppati, altro evento che fa prevedere un’impennata della domanda soprattutto se le temperature saranno più rigide del previsto.

 

 

Oggi il primo ministro Fumio Kishida ha dichiarato che il Giappone solleciterà i produttori di petrolio ad aumentare la produzione e ad adottare misure per attutire l’impatto dell’aumento dei costi energetici sull’industria.

 

 

Nel frattempo, l’Opec+ fatica a tenere il passo con il programma concordato di incrementare i target di produzione di 400.000 barili al giorno (bpd) ogni mese nel periodo settembre-dicembre. Sottoinvestimenti e problemi di manutenzione agli impianti hanno ostacolato i tentativi di aumentare la produzione di Angola e Nigeria, un problema che probabilmente continuerà ad avere un impatto sui paesi produttori di petrolio dell‘Africa occidentale nel prossimo futuro.

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